Il Santo Volto

La Tradizione della Chiesa ci ha tramandato dei lineamenti e delle fattezze che ha sempre creduto appartenenti a Gesù di Nazaret, il Dio fatto uomo. Egli è il Figlio del Padre e “l’Impronta della sua sostanza”: “Luce da Luce e Dio vero da Dio vero”;  preesistente a tutte le cose, in Lui abita il “Pleroma”, tutta la pienezza della divinità.

Ora, mediante questi sacri segni riprodotti devotamente dall’arte cristiana, ogni fedele è convinto – in modo più o meno profondo – di poter accedere al mistero della loro Fonte. Questa possibilità è tale per grazia, in quanto parte del grande e misterioso piano provvidenziale di Dio per noi; perché l’autentica Fede cattolica è sempre stata caratterizzata da realismo e concretezza.

Ogni uomo sa che l’amore nasce dallo sguardo ed in esso si ritrova. Così l’immagine  del volto del Signore porta in se uno sguardo e una presenza. L’Incarnazione del Verbo ha conferito a Dio stesso, pur non avendone alcuna necessità, dei lineamenti umani con tutti i caratteri che tale natura comporta.

Possiamo definire quindi questa Sacra Imago come qualcosa che, in un certo senso, racchiude l’Infinitezza concentrandola in un insieme di punti. E la bellezza che di lì promana è quella del Perfettamente Bello e del Pienamente Buono; cioè di Colui che è origine di ogni bellezza, come  della possibilità che essa stessa sia tale e che così possa essere percepita. Quindi ogni uomo che decide per l’eterno amore diviene cercatore del Divino Sguardo, in quanto egli è un assetato che intuisce in sé che nulla di creato e di materiale è in grado di soddisfare la propria brama di vita.